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Ricordare è far rivivere una parte di noi, una parte sempre più importante soprattutto quando siamo avanti  con gli anni. E’ per questo che con Pier Luigi Tortelli, grande archivista del patrimonio fotografico di Pietro Rigali, abbiamo pensato di mostrare Barga Vecchia nel primo dopoguerra, in particolare per la vita legata al commercio all’interno delle nostre antiche mura. Oggi sembra impossibile credere che ci fossero circa cento esercizi commerciali, da Porta Reale a Porta Macchiaia e lungo la via di Borgo. Pochi altri fuori mura, sul Fosso e in via del Pretorio. Barga era ridotta veramente male dopo la guerra per i numerosi bombardamenti ricevuti. Alcune case e palazzi erano stati abbattuti dalle bombe e quelli rimasti in piedi mostravano danni consistenti, in particolare ai tetti. Vedere le foto di Barga di quel periodo è impressionante, tanto da pensare che sarebbe stato impossibile ricominciare una vita normale. Fortunatamente così non è stato. La fine della guerra ha significato un grande desiderio di ripresa, di rinascita, sia nelle famiglie che nel commercio. Barga era viva, la gente usciva, faceva la  spesa, andava a ballare al Teatro dei Differenti. Io ricordo negli anni ‘50, che quando uscivo di casa trovavo sempre una grande quantità di ragazzini e amici per giocare e le vie piene di gente. La gran parte viveva allora all’interno delle mura. Le radio spandevano musica che si sentiva in giro per le strade- La ricostruzione delle case stava cominciando. Erano arrivati i soldi del “Piano Marshall” insieme alla musica e alla moda americana. Le nostre canzoni molto spesso venivano cantate un po’ in inglese e un po’ in italiano.
C’erano anche le tristi note come le partenze di tanti giovani che, non trovando lavoro a casa, erano costretti ad emigrare. La grande riduzione di personale della S.M.I. aveva creato una forte disoccupazione  Nei primi anni sessanta ci fu un vero e proprio esodo, ma nascevano anche tanti figli che andavano a rimpiazzare i partenti. C’era ancora tanta miseria purtroppo e per tanti la vita continuava ad essere dura.
Le foto che pubblichiamo ci fanno fare un tuffo nel passato, un passato che non esiste più, un modo di vivere e di concepire la vita ormai sepolto. Vogliamo ricordare un momento particolare della nostra straordinaria Barga e dei tanti personaggi che tutti noi abbiamo conosciuto e che ci sono rimasti nel cuore. Un ricordo che dedico al mio meraviglioso babbo Pietro che ha dato tutto se stesso per la rinascita e il bene di Barga.

Paolo Marroni

 

 

 

 

 

Interagire sui "fumetti" per rivivere una vecchia BARGA del dopoguerra. APPENA FUORI DI PORTA REALE OMANCIANELLA A FAR CORONA AL PIAZZALE DEL FOSSO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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